Avventura – Parte I – La Foresta dei Sussurri

Le campane della cattedrale risuonano gioiose in festa.
Dopo le ultime piogge intense finalmente il cielo è sereno e le temperature cominciano a scaldarsi.
La città è tutta in fermento per il giorno della promozione dei cadetti paladini.
Il duro addestramento durato numerosi anni sta finalmente per giungere al termine e i più meritevoli allievi dell’ordine della Sacra Fiamma vengono proclamati di fronte a tutta la popolazione.
L’emozione è palpabile e la gente si accalca per applaudire i suoi futuri eroi.
Ogni anziano paladino presenta il suo discepolo sul palco montato per l’occasione nella piazza centrale e gli offre le vestigia e i decori del primo rango.
Tutti i neo promossi, a cerimonia terminata, ricevono poi dal proprio mentore un ultimo compito personale da portare a termine e così Tormund riceve l’incarico di entrare nella Foresta dei Sussurri e comprendere i segreti della sacra pergamena che dovrà portare con se.
Il giovane paladino è eccitatissimo e non vede l’ora di intraprendere l’avventura e si precipita a raccogliere le sue cose.
Uscendo dalla città si imbatte in suo vecchio amico ranger al quale racconta il felice evento e lo invita a partecipare alla nuova avventura.
L’amico di numerose scampate ma simpatiche disavventure è all’inizio dubbioso perchè conosce anche solo alcuni dei pericoli della foresta e dei suoi sentieri che più volte a battuto ma accetta comunque di accompagnarlo e mostrargli la via.
La Foresta dei Sussurri è un fitto bosco che si estende per numerosi ettari, i cui alberi sono così da oscurare quasi del tutto la luce del sole.
Una volta addentrati nel cuore della foresta i due giovani avventurieri si imbattono in uno strano abitante della foresta, un druido, che li accoglie amichevolmente nonostante lo stupore di vedere dei viandanti dal quelle parti.
Si presenta come un druido custode della foresta e dei suoi segreti e decide di unirsi al gruppo per capire meglio le loro intenzioni e il vero motivo della loro presenza in quel posto.
Proprio quando la tensione si stava rilassando viste le ore di cammino nelle profondità della foresta e la tranquillità del paesaggio, ciò che prima sembrava a prima vista semplice rugiada e umidità del sottobosco, lentamente si trasforma in una nebbiolina densa e bassa quasi ad impedire dove mettere i piedi.
Le chiome degli alberi sembrano incurvarsi per oscurare i raggi del sole quasi del tutto e i variopinti colori di funghi e fiori diventano sempre più spenti quasi a lasciare posto ad un colore piatto dalle sfumature bluastre.
Si sentono di tanto in tanto delle voci, sottili e distanti ma come se parlassero tutte intorno e la tensione dei tre eroi diventa palpabile.
Cominciano a camminare molto più guardinghi, mano sull’elsa e freccia in corda, pronti a scattare al primo sentore di pericolo.
In una piccola radura, si imbattono un figura di eterea di una bambina, che seduta su una roccia gioca con il suo vestitino e una piccola bambola.
Ad un certo punto sembra notare gli sguardi attoniti e un po’ impauriti su di lei e si rivolge ai viandanti con una voce delicata e gioiosa dicendo “volete giocare con me?” e sorridendo e saltellando si inoltra nella foresta.
Un bagliore intorno sembra quasi illuminarla mentre si allontana dal gruppo e ombre vengono proiettate danzanti sui tronchi.
I tre avventurieri prendono coraggio e decidono di seguirla.
Tormund con in un attimo di concentrazione apre gli occhi e una piccola fiammella azzurra esce dai suoi occhi.
Nella sua mente tutto intorno a se diventa chiaro e nitido e la realtà tutto intorno a se si deforma e piega lo spazio al suo volere: è in grado di vedere lontano e vicino allo stesso tempo, avvertire le presenze intorno a se e percepire le energie magiche che li circondano.
Flussi di potere come folate di vento avvolgono e attraversano la foresta, ma nulla che indichi malefici o incantesimi pronti a scattare.
Il paladino tornato in se rassicura il gruppo e procede dove lo spirito li aveva invitati.
La bambina si gira più volte, incalzandoli a tenere il passo e li guida fino all’ingresso di una caverna ma una volta arrivata, quasi sorpresa o spaventata da qualcosa ne fugge all’interno.
Il ranger silenziosamente ispeziona i dintorni della grotta e nota poco a lato altre due sagome questa volta adulte che distrattamente parlano tra loro di come la loro bambina non obbedisca mai e faccia sempre come vuole.
Come se l’accaduto avesse del tutto spezzato la tensione, i tre si addentrano nella caverna con un nuovo e rinvigorato coraggio.
La luce pallida della foresta illumina malamente l’antro, ma funghi e muschi fluorescenti permettono comunque una certa visibilità.
C’è molta umidità e
Si avvicinano ad uno specchio d’acqua sotterraneo e notano che su un piccolo scoglio che affiora c’è uno strano oggetto che riflette la fioca luce.
Tormund si sveste e si tuffa nelle scure acque per raggiungere la roccia affiorante e mentre raccoglie il misterioso oggetto dall’acqua emergono dei giganteschi granchi destati dal loro sonno.
Con rapidità fulminea li ranger scocca frecce per proteggere la ritirata del paladino che si rituffa in acqua, mentre il druido con il suo bastone cerca di tenere lontani altri due granchi che si erano avvicinati.
Lo scontro è breve ma comunque rischioso data la sorpresa dell’assalto ma i tre granchi vengono uccisi a colpi di giavellotto e spade.
L’oggetto raccolto si rivela essere un pezzo di runa ma purtroppo troppo piccolo per poterne decifrare il significato, quindi messo da parte nello zaino i tre eroi continuano ad addentrarsi nella caverna.
Proprio all’imbocco di lungo corridoio naturale incontrano uno strano vecchietto bisbetico che dichiara di essere alla ricerca del suo libro.
Nonostante l’offerta di aiuto però si rifiuta di dare altre spiegazioni e continua il suo girovagare per la caverna fino a scomparire nell’oscurità.
Con gli sguardi perplessi riprendono il cammino nel corridoio e oltre alla nuda roccia naturale cominciano ad apparire delle modeste e improvvisate impalcature di sostegno e qualche fiaccola per illuminare il cammino.
Ad un certo punto si sentono degli strani versi di grugniti e stridii e il gruppo si imbatte in un piccolo drappello di Coboldi che intorno al fuoco danzano e si spingono tra di loro.
Stanno evidentemente festeggiando la cattura di un piccolo halfling imprigionato in una gabbia.
L’attacco è veloce, Tormund trafigge con un giavellotto inaspettato uno dei coboldi e una freccia ne colpisce alla testa un altro.
Quelli che rimangono vengono reagiscono ma come se venissero distratti costantemente da una voce nella testa.
Alla fine vengono eliminati ma uno di loro riesce a fuggire tra le frecce che saettano e quindi gli eroi sono costretti e liberare velocemente il malcapitato e preparasi ad una seconda ondata.
L’halfling si presenta in stracci e con qualche segno di percossa; rivela di essere una maga e mostrando uno strano cubo racconta che era alla ricerca di questo suo oggetto sottrattole proprio da alcuni Coboldi ma le sue energie non sono state sufficienti ed era stata sopraffatta.